Scuola

In questa pagina intendo presentare un metodo didattico efficace nonostante sia poco conosciuto sul territorio nazionale: il Metodo Rapizza.

Prende il nome da Maria Silvia Rapizza, un’insegnante che, agli inizi degli anni ’50  rielabora le idee di altre scuole di metodo a lei contemporanee, come il Metodo Spazio – Temporale di Ida Terzi . Molto forti sono i riferimenti alla Montessori, a Piaget e Doman. Il metodo Rapizza si basa  sul presupposto che il bambino per affrontare l’esperienza della lettura, della scrittura e del far di conto, deve acquisire i necessari prerequisiti, sia fisici che mentali, attraverso esperienze fatte col corpo, col movimento, con gli oggetti, con il colore.

Il Metodo Rapizza  è un percorso didattico proponibile a tutti  i bambini e ragazzi: sia con sviluppo neurologico tipico che atipico (Autismo, ADHD, DSA, Down, ecc.), contribuendo così ad una vera integrazione ed inclusione del bambino con bisogni educativi speciali che  porterà avanti il programma secondo i propri tempi. Inoltre, rispettando le tappe neurologico-evolutive di ogni bambino, il programma didattico consente di prevenire o migliorare quelle forme di dislessia e disgrafia legate a quadri di difficoltà neuro-motorie.

Gli obiettivi del Metodo Rapizza sono:

  • Sviluppare uno stile di apprendimento efficace e strettamente connesso all’evoluzione neuro-fisiologica dello studente;
  • Aumentare la capacità di concentrazione;
  • Aumentare la capacità di attenzione;
  • Attivare le funzioni corticali;
  • Sviluppare l’autostima e l’autocontrollo.

Di seguito è possibile scaricare in formato pdf un approfondimento delle nozioni fondamentali del Metodo Rapizza:

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